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Alessandra Cava è nata a San Benedetto del Tronto nel 1984. Ha studiato storia e teoria del teatro alle Università di Siena e di Bologna. Dal 2009 al 2014 ha fatto parte di Altre Velocità, gruppo di osservatori e critici delle arti sceniche. Nel 2011 ha pubblicato, nella collana ex[t]ratione di Polìmata, il libro rsvp. Ha partecipato a progetti collettivi tra cui la scrittura e la traduzione di Le Moulin 14-19 luglio 2014 (Benway Series), la videoinstallazione blue rooms/notice of storm di Dehors/Audela, i videolibri Latte e Canile di Ophelia Borghesan. Alcuni suoi testi e traduzioni sono apparsi in antologie e varie riviste cartacee e online. Abita e lavora nella periferia di Parigi.

Eleanor

Avvistata nelle fogne di Parigi, una giovane femmina di coccodrillo viene catturata e trasferita in un acquario. Le viene dato un nome, Eleanor. Una scenografia riproduce il luogo in cui è stata trovata: ai fini dell’esposizione vengono sollevate intorno a lei una stanza e un racconto. Dall’interno della sua gabbia, Eleanor prova a immaginare quattro finestre che si aprono su paesaggi a lei sconosciuti: scoprirli vorrà dire inventarli. Il racconto si inceppa, la stanza si scompone, i frantumi vengono allestiti in una cameretta delle meraviglie a cielo aperto. Questa non è la storia di Eleanor, questa non è una storia, ma non si può negare che sia stato praticato un intreccio.